Quarant'anni di Slow Food
Quarant’anni fa, nel luglio 1986, si chiudeva il Congresso fondativo del movimento che muoveva i primi passi come Arcigola e veniva eletto Carlo Petrini presidente. Si gettavano le basi per una nuova gastronomia che presuppone anche una nuova agricoltura, dove la sostenibilità ambientale e sociale è imprescindibile. Nasceva così quello che di lì a poco avrebbe preso il nome di Slow Food Italia, e quello di Imola, denominato originariamente “Terzo cerchio” con il rimando esplicito ai girone di golosi della Divina Commedia, fu uno dei primi circoli Arcigola a nascere nel solco di quell'idea.

Il 2026 è l’anno in cui Slow Food Italia compie 40 anni, e di fatto la presenza di Slow Food sul territorio ha la stessa età, anzi persino qualche mese in più perché è addirittura il 13 maggio 1985 che Marco Pelliconi, già assessore alla cultura di Imola, e un gruppo di altri attivisti ed esperti fra cui Massimo Montanari, Guido Pirazzoli e Terio Tinti, fonda il circolo Arci “Il terzo cerchio” che diventa il nucleo della Condotta Slow Food di Imola numero 69, quindi fra le prime in Italia.
Guido Pirazzoli, medico di professione, assume la carica di governatore Slow Food Imola, che cambierà poi nome in “fiduciario” nel 1987 e regge l'associazione, che inizialmente comprendeva anche il territorio di Faenza e Brisighella, fino ai primi anni duemila. In quella carica, di cui i fiduciari venivano insigniti dallo stesso Carlin Petrini fino al 2010, per poi diventare una carica elettiva in seguito al lavoro di riforma di statuto e costituzione formale in associazioni delle Condotte su volere della base dirigenziale stessa del movimento, si sono susseguiti il giornalista Massimiliano boschi (2005/2006), la giornalista Laura Giorgi (2006/2014), il veterinario Marco Vanelli (2014/2020), l'imprenditore agricolo Andrea Gentilini (dal 2020 / 2026).
Molte le iniziative organizzate nei decenni, molte delle quali hanno percorso temi poi divenuti cruciali fino a diventare comuni, dalla riscoperta della manualità e della sfoglia in cucina, al riconoscimento e raccolta di erbe spontanee, con laboratori ad hoc, le cene del Gioco del piacere e iniziative per promuovere il
Diritto al piacere del cibo per tutti, ad esempio la serata con Bruno Barbieri dedicata alla cucina senza glutine nel 2007. Ma anche la presentazione in anteprima di esperienze importanti come il Last minute market ospitandone i fondatori al Baccanale, manifestazione con la quale Slow Food ha collaborato fin dagli inizi come testimoniamo i menù delle cene, fra cui quella storica dedicata a Pellegrino Artusi nel 1986.
Nel 2013, poi, la nascita del Mercato della Terra di Imola per rilanciare la storica struttura del Mercato ortofrutticolo di viale Rivalta all'epoca sotto utilizzata, un luogo che è diventato un punto di riferimento per la spesa “buona, pulita e giusta” di tanti imolesi grazie al coinvolgimento di oltre una ventina di produttori del territorio, presenti a rotazione in base alla stagionalità del loro prodotto, che arrivano da una distanza massima di 50 chilometri, selezionati in base al regolamento dei Mercati della Terra di Slow Food Italia.
Nel 2025 è nato anche il festival di una giornata dedicato ai fermentati "FerMenti-Cibo vivo" che anche quest'anno si svolgerà in piazza Matteotti il 7 novembre con una quindicina di produttori da tutta Italia, talk e laboratori dalle 10 alle 18, e una cena finale (per le prenotazioni 3479673223, imola@network.slowfood.it).
Per festeggiare i 40 anni avremo a Imola il 24 e 25 ottobre la presidente nazionale di Slow Food Italia Barbara Nappini, il 24 per ricevere dal Comune nell'ambito del Baccanale 2026 il “Garganello d'oro” come riconoscimento all' attività quarantennale dell'associazione nazionale della chiocciola, poi insieme con il professor Massimo Montanari e agli attivisti, soci e amici di Slow Food del territorio parteciperà alla mattinata del 25 al ridotto del Teatro Stignani dalle 11 all'iniziativa per ripercorrere la storia locale del movimento e dare una prospettiva sul futuro: “40 anni a presidio del cibo buono, pulito e giusto. Slow Food a Imola, testimoni di una storia”.

Purtroppo il 2026 è anche l'anno in cui a maggio ci ha lasciato il fondatore Carlo Petrini che a Imola è passato molte volte, inizialmente in maniera del tutto informale per partecipare alle cene del gruppo fondativo e conoscere il territorio e le persone, poi nel 1988 come relatore a una conferenza di Università Aperta, nel 2004 a ritirare il Garganello d'oro in una delle sue prime edizioni, nel 2009 a presentare con Massimo Montanari il libro “Il formaggio con le pere”. Sarà questa l'occasione per ricordare anche la sua figura e i suoi insegnamenti.
Per Slow Food tutta i 40 anni costituiscono un traguardo importante che sprona sempre di più le migliaia di socie e soci a concentrarsi su “un’altra idea di mondo”, lanciata durante l’assemblea dei soci alla Fao di Roma nel 2025. Slow Food è un’associazione che attraverso il cibo, la gastronomia e i suoi valori intende fare politica e cultura, coniugando la salvaguardia della memoria e dei saperi locali, aprendosi contestualmente alle culture di tutto il mondo, fondendo conoscenze tradizionali e innovazione scientifica e creatività, nel nome del rispetto degli esseri umani e dell’ambiente, e della difesa della biodiversità.
«Tuteliamo la biodiversità come atto di fiducia e cura per il presente e soprattutto per il futuro. La biodiversità è la diversità della vita, dai microrganismi alle varietà vegetali e alle razze animali fino agli ecosistemi e a noi tutti. È la nostra garanzia di adattamento e sopravvivenza. Ma è anche ricchezza sociale. L’educazione al piacere passa da scelte alimentari consapevoli e responsabili ed è il percorso verso una prospettiva di bellezza collettiva in armonia con gli ecosistemi di cui siamo parte», evidenzia Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia.

