Giovanna Frosini - Avventure di gusto e di parole

Al Baccanale di Imola, un viaggio nella storia della lingua italiana attraverso il cibo, le parole e gli incontri che hanno costruito la nostra cultura gastronomica. Protagonista dell’appuntamento del 31 ottobre sarà Giovanna Frosini, linguista e Accademica della Crusca, in dialogo con Massimo Montanari.

Giovanna Frosini - Avventure di gusto e di parole

Che cosa racconta un piatto, oltre al suo sapore? E quante storie si nascondono dietro le parole che usiamo ogni giorno per parlare di cibo? La cucina è molto più di un insieme di ricette, ingredienti e tecniche: è un patrimonio di conoscenze, scambi, abitudini e memorie che si è formato nel corso dei secoli, attraversando territori, culture e lingue.

L'identikit della cucina italiana

È proprio da questa consapevolezza che prende forma «L’identikit della cucina italiana», il ciclo di incontri del Baccanale di Imola dedicato a esplorare le molteplici identità della nostra tradizione gastronomica.

Nell’edizione 2026, intitolata «Incontri. La cucina italiana senza confini», il Baccanale invita a guardare alla cucina italiana come a una realtà viva, nata e cresciuta grazie al dialogo fra popoli, alla circolazione degli ingredienti, alla contaminazione delle tradizioni e alla continua trasformazione dei gusti. Una cucina che non si è sviluppata in isolamento, ma attraverso relazioni e scambi, e che proprio nella capacità di accogliere e rielaborare elementi diversi ha costruito una parte fondamentale della propria identità.
Il ciclo «L’identikit della cucina italiana» si inserisce in questo percorso, proponendo uno sguardo che va oltre la tavola per indagare i significati culturali, storici e linguistici dell’alimentazione.

Avventure di gusto e di parole

Ricostruire l’identità della cucina significa infatti interrogarsi non soltanto su ciò che mangiamo, ma anche sul modo in cui ne parliamo, sulle parole che tramandiamo e sulle storie che ogni preparazione porta con sé.
Il primo appuntamento della rassegna è in programma sabato 31 ottobre alle ore 18, a Palazzo Sersanti, in piazza Matteotti 8 a Imola, con l’incontro «Avventure di gusto e di parole», che vedrà protagonisti la professoressa Giovanna Frosini, Presidente della Fondazione Nazionale giovanni Boccaccio e membro dell’Accademia della Crusca, e Massimo Montanari, storico dell’alimentazione dell’Università di Bologna.
Gli italiani, più di ogni altro popolo, amano parlare di cibo. Proprio per questo il dialogo tra i due accademici si preannuncia davvero saporito. Al centro del dialogo ci sarà la lingua italiana del cibo, un universo ricco di sorprese, nel quale le parole custodiscono tracce di viaggi, incontri e trasformazioni. Perché anche il lessico gastronomico ha una storia: i nomi degli alimenti, delle pietanze e delle tecniche di preparazione sono il risultato di vicende spesso complesse, fatte di scambi commerciali, influenze culturali, innovazioni e adattamenti.


Incontri

Dietro un termine familiare può nascondersi un’origine inattesa; dietro una denominazione apparentemente semplice, la testimonianza di un mondo lontano nel tempo o nello spazio. Così come il dna può aiutarci a comprendere la storia di un gruppo umano conservando le tracce degli incontri susseguitisi nei secoli, le parole possono dire molto di una cultura, della sua evoluzione, delle influenze che l'hanno plasmata.

Seguire le avventure delle parole significa dunque ricostruire la storia della cucina attraverso una prospettiva culturale, capace di mettere in relazione la ricerca linguistica con quella storica e antropologica. Esse viaggiano nel tempo e nello spazio, portando con loro i segni di questo percorso.
Il vocabolario gastronomico non è dunque un repertorio immobile, scolpito nel granito: cambia insieme alla società, accoglie parole nuove, conserva espressioni antiche e testimonia il modo in cui le comunità si rapportano al cibo e lo trasformano in cultura.

In questa prospettiva, il cibo diventa una chiave di lettura privilegiata per comprendere la storia, in particolare quella italiana. Le parole della cucina raccontano la vita quotidiana, le differenze territoriali, le tradizioni familiari e le relazioni fra culture. Ci ricordano che anche ciò che consideriamo profondamente nostro è spesso il frutto di incontri avvenuti nel corso dei secoli.

L'incontro con Giovanna Frosini e Massimo Montanari promette così di accompagnare il pubblico in un viaggio tra storia della lingua e dell'alimentazione, alla scoperta di vicende antiche e moderne che mostrano quanto siano strettamente intrecciati il piacere del gusto e quello della conoscenza. Un'opportunità per riscoprire, attraverso le parole di ogni giorno, la ricchezza di una cultura gastronomica che continua a evolversi e a raccontare chi siamo.


Giovanna Frosini, una vita dedicata allo studio della Parola

Professoressa ordinaria di Storia della lingua italiana all'Università per Stranieri di Siena e accademica ordinaria dell'Accademia della Crusca, Giovanna Frosini è tra gli studiosi che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo degli studi sulla storia linguistica del cibo.
Il suo lavoro mette in dialogo la filologia, la storia della lingua e la cultura gastronomica, mostrando come le parole legate all'alimentazione siano fonti preziose per ricostruire la vita materiale e culturale delle società del passato.

Originaria di Pistoia, dove è nata nel 1960, si è formata all'Università degli Studi di Firenze, laureandosi in Storia della lingua italiana sotto la guida di Arrigo Castellani e conseguendo successivamente il dottorato in Filologia romanza con D'Arco Silvio Avalle. Dopo gli anni dedicati all'insegnamento nella scuola secondaria e l'attività di ricerca universitaria, ha sviluppato un percorso scientifico che abbraccia alcuni dei grandi autori della tradizione letteraria italiana, da Dante a Boccaccio fino a Machiavelli, insieme allo studio dei testi medievali e moderni, della lingua poetica delle origini e della storia delle forme di scrittura.

Accanto a questi interessi, un posto centrale nella sua attività è occupato dalla storia della lingua del cibo, dal Medioevo all'età contemporanea. Un ambito di ricerca nel quale Frosini ha contribuito a dimostrare che le fonti gastronomiche non sono soltanto testimonianze di ricette e consuetudini alimentari, ma documenti capaci di restituire il lessico, le gerarchie sociali, gli scambi culturali e le trasformazioni della vita quotidiana.

Autrice di oltre 150 pubblicazioni scientifiche, Frosini affianca alla ricerca un'intensa attività di divulgazione, con l'obiettivo di rendere accessibili anche a un pubblico più ampio i risultati degli studi linguistici e filologici.

Il suo contributo al Baccanale si colloca dunque all'incrocio tra competenze diverse ma complementari: la storia della lingua, la letteratura e la cultura alimentare. Un punto d'osservazione privilegiato per comprendere come la cucina italiana non sia soltanto un patrimonio di sapori, ma anche una straordinaria eredità di parole, racconti e scambi. Perché, proprio come accade agli ingredienti e alle ricette, anche le parole viaggiano, si trasformano e si arricchiscono nell'incontro con gli altri.

L'appuntamento è per sabato 31 ottobre, alle ore 18, presso Palazzo Sersanti.