La memoria è oggi

 «A torto si lamentan li omini della fuga del tempo, incolpando quello di troppa velocità; ma bona memoria, di che la natura ci ha dotati, ci fa che ogni cosa lungamente passata ci pare esser presente».

Mi capita spesso di pensare a questa considerazione di Leonardo da Vinci, che fa riflettere sul dono straordinario di cui la natura ha dotato gli uomini: bona memoria, che rende presente ogni cosa, anche quando «lungamente passata». Ragion per cui non dovremmo troppo lamentarci della «fuga del tempo», giacché le cose (persone, pensieri, affetti, saperi, tutto quanto) quando si ricordano restano attuali e non sono affatto passate, ma continuano a vivere.

In fondo è questo il senso della storia. Mantenere viva la memoria di ciò che, altrimenti, sarebbe davvero “passato”, cioè scomparso. Attenzione, dunque: quando parliamo di memoria e di ricordi non stiamo parlando di passato, ma di presente. Di un passato che rimane presente perché qualcuno lo ricorda e lo racconta.

Ciò vale anche quando si tratta di cibi, di ricette, di tradizioni culinarie. Dedicare un Baccanale al «gusto dei ricordi» non significa immergersi nel passato e lasciarsi andare alla nostalgia di improbabili ritorni del mondo che fu, ma al contrario, impegnarsi oggi, qui, per mantenere in vita quei frammenti di passato che oggi, qui, riteniamo meritevoli di accompagnarci in un viaggio che continua. È così per tutto ciò che impropriamente riferiamo al passato mentre appartiene a noi: mi piace sempre ricordare che la parola “tradizione” nasce dal latino tràdere che significa “consegnare”: un gesto dinamico che presuppone due attori, qualcuno che consegna, qualcun altro che riceve. A ricevere, conservare, vivificare quel lascito siamo noi, adattandolo ai nostri bisogni, desideri, interessi. Senza di che, il lascito non sarebbe raccolto e resterebbe lettera morta. Senza presente, senza futuro. Senza memoria.

Rileggiamo le semplici ma straordinarie parole di Leonardo, quando chiamiamo in causa i ricordi. Il gusto di quei ricordi viene forse dal passato ma adesso appartiene a noi, che ne siamo totalmente responsabili.

 Massimo Montanari
Università di Bologna