La rivincita di Bertoldo

La rivincita di Bertoldo

Rape, cipolle, carote, patate… sotto terra c’è un intero mondo di sapori, di cui a volte non ci rendiamo conto. Piante che non amano mettersi in luce, che nascono e si sviluppano con discrezione e riservatezza. A loro è dedicato il Baccanale di quest’anno.

C’è stato un tempo, non troppo distante da noi, in cui rape e cipolle (non ancora le patate, che vivevano solo al di là dell’oceano) erano disprezzate come cibi “rustici”, adatti alla rozza mensa dei contadini, non certo a quella dei signori. Nel Medioevo qualcuno teorizzò che le piante, esattamente come gli uomini, si dispongono su una scala gerarchica di immediata lettura: in alto, nobili e prestigiosi, i frutti che svettano sugli alberi; in basso, ordinari e banali, i cereali che ricoprono i campi; più sotto ancora, gli umilissimi bulbi e le radici che crescono sotto il suolo. Lo stesso si immaginò per il mondo animale, con i volatili contrapposti agli animali di terra o ai maiali che si rivoltano nel fango.

Per secoli, questa ideologia della differenza sociale – trasportata nel mondo vegetale e in quello animale – fu ribadita con incrollabile certezza. Signori e contadini, contrapposti sul piano sociale, si rappresentarono diversi anche in senso biologico e fisiologico. I testi di dietetica insegnavano che il contadino, se mangia i piatti raffinati destinati al signore, rischia di ammalarsi perché il suo stomaco grossolano non saprebbe come digerirli. Esito parodistico di questa cultura è la storia del contadino Bertoldo, raccontata da Giulio Cesare Croce agli inizi del Seicento: ospitato alla corte del re e nutrito coi cibi del re, egli si ammala e infine muore, per non aver potuto – recitò il suo epitaffio – mangiare rape, cipolle e fagioli. Il suo cibo, la sua salvezza.

Poi è arrivata la cultura illuminista, che ha diffuso questa bizzarra teoria secondo cui gli uomini sono tutti uguali. Sicché oggi possiamo dedicare a rape, cipolle e compagnia un intero evento culturale, senza che nessuno si scandalizzi.

Bertoldo si è preso una bella rivincita.